SINTESI DELLA GUIDA SUL MANAGEMENT DIDATTICO


1.Scenario di riferimento

2. Presentazione della guida

3.Il Manager didattico

3.1 contesto
3.2 definizione
3.3 attività


4. Slides di presentazione sulla figura del Manager Didattico.
Lucidi utilizzati durante il Convegno "Campus: Strumenti per una autonomia di qualità" - Roma, 10 maggio 2000


1. Scenario di riferimento

Negli ultimi dieci anni l’università italiana è cambiata tanto quanto non aveva fatto nei quattro decenni precedenti, aprendo ampi spazi alla sperimentazione e all’innovazione. Tra il 1989 e il 1999 è quasi completamento mutato il quadro legislativo che ne determina i principi e ne regola il funzionamento: l’autonomia statutaria, finanziaria e didattica ha per la prima volta messo in campo un sistema di potenzialità e di crescita di cui si vedranno i frutti solo nei prossimi anni. I cambiamenti, però, hanno anche delineato nuove sfide: prima fra tutte quella dell’organizzazione dei Corsi di studi e dei servizi da essi offerti, che dovranno sempre di più conseguire i loro obiettivi formativi attenendosi ad alti standard di qualità.

L’ultimo provvedimento di riforma, quello del novembre ’99, a cui si è approdati al termine di un intenso dibattito seguito al Documento Martinotti del 1997, ha comportato una riconfigurazione istituzionale quasi totale, eliminando tra l’altro quei corsi di Diploma che erano stati istituti nel 1990 e che hanno costituito uno spazio di innovazione e di sperimentazione forse non del tutto rappresentato all’esterno del mondo universitario e non del tutto valorizzato al suo interno. Secondo alcuni, di fronte a questa riorganizzazione istituzionale si apre la prospettiva di giungere a istituzioni universitarie in grado di darsi come metodo permanente quello del miglioramento continuo, di essere cioè una learning organization, in grado, cioè, di migliorarsi continuamente a partire dall’analisi e dalla valutazione delle proprie performance. Le istituzioni di istruzione superiore, come tutte le altre organizzazioni complesse, hanno infatti sempre meno bisogno di conformità e sempre più bisogno di energia, impegno, creatività, flessibilità. Anche le università dovranno sempre più trasformarsi in strutture aperte, creative e flessibili in grado di soddisfare alla propria missione nella società innovando continuamente i loro contenuti e i loro metodi di lavoro. (ARAN – nuovo contratto)

E’ proprio in questo trend che sembra inserirsi una figura professionale come quella del manager didattico, la quale si propone come una professionalità che ha la finalità di far interagire tra loro i diversi soggetti della vita universitaria e di integrare maggiormente l’università con il mondo del lavoro e con la società più in generale.

2. Presentazione della guida

Con la Guida per manager didattici, realizzata al termine di cinque anni di sperimentazione condotta in 94 corsi di Diploma Universitario in 32 università italiane, la CRUI intende offrire all’intero sistema universitario uno strumento di innovazione che, nell’ambito del Progetto Campus, si è mostrato funzionale ad un reale cammino di riforma, in grado di condurre ad una università moderna ed efficiente. Perché i processi e i servizi formativi che le università vogliono gestire sempre più efficacemente ed efficientemente conseguano le loro finalità nei confronti dei loro clienti ed utenti diretti ed indiretti - come ci dice l’esperienza di cinque anni di Diplomi “Campus” - è apparso necessario disporre di una figura professionale deputata al coordinamento di tali processi e di tali servizi. Una persona altamente motivata e qualificata per concorrere ad una gestione strategica dei processi formativi e ad un’erogazione di qualità dei servizi didattici e di sostegno agli studenti. La Guida potrà essere utilizzata come una base di partenza per un percorso autonomo di innovazione e di sperimentazione, dalla quale può trarre preziose indicazioni chi, nell’università italiana, ha già deciso di mettere in campo le sue doti di intelligenza, di sensibilità, di disponibilità al cambiamento. Sarà ogni ateneo a valutare se e come avvalersi del management didattico, nei modi in cui è prefigurato da questa ricerca o in altri da individuare.

3. Il manager didattico

3.1. contesto

L’esperienza dei diplomi che hanno collaborato con il progetto Campus ha rappresentato per l’Italia una stagione significativa di innovazione e di sperimentazione dei modelli tradizionali di gestione dei Corsi di studio universitari. Gli elementi di modernizzazione – e di apparente complessificazione – che Campus immetteva nel sistema erano principalmente quelli della maggiore professionalizzazione, della qualità, della valutazione e di una maggiore integrazione con la società e con il mondo del lavoro. Per quanto riguarda le risorse umane, l’adozione della qualità, con i suoi valori fondamentali della pianificazione e della sistematicità, ha comportato la richiesta di alcune abilità innovative, sia ai docenti sia al personale amministrativo, soprattutto perché l’attività didattica non era più confinata nei muri dell’università. Per la prima volta due soggetti complementari del mondo universitario, quello della docenza e quello del personale amministrativo – storicamente lontani e raramente interlocutori, se non per le incombenze legate alla gestione ordinaria – hanno dovuto collaborare e imparare qualcosa gli uni dagli altri. Si è anche arrivati a momenti di sinergia in cui i docenti si sono dovuti occupare di fattibilità finanziaria e di rendiconti e gli amministrativi hanno dovuto approfondire temi legati al contenuto dei moduli didattici. Sono state proprio le sfide poste dal dover coordinare insieme le attività che hanno portato anche all’individuazione di figure nuove, prima fra tutte quella del manager didattico, la quale non coincide con quella di coordinatore del Diploma, di presidente del Consiglio di corso di laurea, di preside di Facoltà o di direttore del Dipartimento, senza per questo coincidere neanche con quella del tutor. Si tratta infatti di una figura inedita, che si è rilevata di grande utilità, la quale ha svolto un ruolo di raccordo di ciascuno dei momenti di vita del Diploma assumendo veramente a fondo l’ottica del servizio allo studente.

3.2 definizione

E’ un manager dei servizi formativi che opera nell’ambito di una istituzione di alta formazione universitaria, indifferentemente pubblica o privata, con la finalità di concorrere a garantire una gestione strategica dei processi formativi e un’erogazione ad alti livelli qualitativi dei servizi formativi. Si tratta di una nuova figura professionale specifica, la quale, interagendo con altri soggetti, alimenta e governa quel delicato e complesso processo formativo – di cui deve tenere ben ferma una visione globale - attraverso il quale uno studente consegue un titolo di studio universitario.

3.3 attività
 

Grazie all’esperienza maturata nell’ambito dei Diplomi universitari che hanno partecipato al progetto Campus negli anni dal 1995 al 1999, è possibile ordinare e illustrare sinteticamente le attività proprie di un MD a partire da due fattori principali:

  • i soggetti ai quali è rivolta l’attività;
  • la funzione garantita (considerata in generale rispetto all’organizzazione “università”). Per quanto riguarda i soggetti ai quali è rivolta l’attività del MD essi si possono dividere in tre tipi principali di destinatari: gli studenti, il Corso di studi nel suo complesso e i portatori di interesse.

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    Le funzioni svolte dal MD verso gli studenti sono le seguenti: - di Promozione e Informazione, consistente in azioni tese alla definizione e alla diffusione di messaggi diretti agli studenti riguardanti principalmente l'organizzazione e la vita del Corso di studi, dell’Università in generale e di singole iniziative e programmi didattici ed extra-accademici;
    - di Orientamento e Accompagnamento, intesa come risultato di una serie di decisioni volte a mettere a fuoco gli obiettivi possibili, le scelte inerenti la programmazione dei piani di studio o di ricerca, l’individuazione di possibili indirizzi professionali, il tutto in una chiave di appoggio al lavoro svolto in questo campo dai tutor.

    Le funzioni svolte dal MD nei confronti del Corso di studi sono le seguenti:
    - di Supporto all’Alta Direzione, consistente in un ausilio “tecnico” all’attività di progettazione e di definizione degli obiettivi del Corso di studi e alla pianificazione delle attività didattiche;
    - di Organizzazione, consistente nella esecuzione di compiti di vario tipo, connessi alle relazioni tra i soggetti coinvolti nella vita dell’università (concretamente, si possono fare rientrare in questa funzione i compiti legati, tra gli altri, al supporto ai docenti, al coordinamento della attività di stage, all’interfaccia con gli uffici e le segreterie dell’Ateneo, alla gestione economico-finanziaria del corso di studio);
    - di Verifica dell'insieme dell'organizzazione dell'attività didattica e formativa del Corso di studi (concretamente, si possono fare rientrare in questa funzione, tra gli altri, i compiti di monitoraggio della qualità dell’offerta didattica e dei servizi, nonché la partecipazione all’attività di autovalutazione e di valutazione di un Corso di studi).

    La funzione svolta dal MD nei confronti dei Portatori d’interesse è la seguente: - di Interfaccia aziende-istituzioni, consistente nella costruzione e nella cura dei rapporti tra il Corso di studi con tutti i soggetti esterni, siano essi pubblici o privati, con cui il Corso entra in relazione significativa, onde massimizzare il risultato delle attività condotte in collaborazione e di intensificare e migliorare l’integrazione tra università e società.



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